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Storie di prosecco
13 Gennaio 2026
PROSECCO DOC: 667 MILIONI DI BOTTIGLIE NEL 2025
Il Presidente Guidolin: “In un contesto complesso, la filiera ha dimostrato compattezza. Sostenibilità e valore restano le nostre priorità” Treviso, 9 gennaio 2026 – Il Prosecco DOC chiude il 2025 con 667 milioni di bottiglie imbottigliate (+1,1% rispetto al 2024), confermandosi lo spumante italiano più venduto al mondo. Un dato che assume particolare significato in […]
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22 Dicembre 2025
Prosecco DOC – La fertilità anticipata delle gemme 2026
Per un maggiore supporto in una corretta e adeguata pianificazione produttiva per la prossima vendemmia, il Consorzio con il supporto di Extenda Vitis, ha rinnovato anche per quest’anno l’attività di analisi delle gemme nelle diverse aree della Denominazione, per individuarne la fertilità e, quindi, determinare la carica di gemme/ettaro necessaria a raggiungere la resa massima […]
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16 Dicembre 2025
Il documentario “Bubbles of Italy” in onda sul Tabi Channel in Giappone
La serie documentaria dedicata alla Prosecco DOC Dreamland, “Bubbles of Italy: A Journey to Discover Great Prosecco”, prodotta da Vril Japan, sarà trasmessa in Giappone sul prestigioso Tabi Channel, il canale di viaggi più rinomato del Paese, a partire dal 13 dicembre 2025, ogni sabato sera alle 23:00. Una serie di 30 minuti dedicata […]
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Tutte le risposte alle vostre domande
FAQ
Il Prosecco si serve in un calice a tulipano piuttosto ampio.
Il Prosecco va servito freddo a circa 6-8 gradi.
Il Prosecco è un vino da bere giovane. È preferibile consumarlo entro l’anno successivo a quello di vendemmia.
Le bollicine, o perlage, sono frutto della trasformazione dello zucchero presente nel vino durante la spumantizzazione.
Il metodo Martinotti, inventato dal Dott. Federico Martinotti a fine ‘800, permette di ottenere vini spumanti e frizzanti dalle caratteristiche note floreali e fruttate grazie alla rifermentazione naturale del vino in grandi recipienti a tenuta stagna detti autoclavi. Il Dott. Antonio Carpenè, uno dei fondatori della Scuola Enologica di Conegliano nel 1876, fu il primo ad adottare questo metodo per la produzione di Prosecco spumante con le caratteristiche che oggi tutti conoscono. Prima per la produzione di questi vini era utilizzata la rifermentazione in bottiglia.
La prima fermentazione è il processo, attivato con dei lieviti selezionati, tramite il quale il mosto diventa vino.
La pressatura è l’operazione con la quale dagli acini si ottiene il mosto fiore.
La resa per ettaro sono i quintali di uva che si possono produrre per unità di superficie. Nel caso del Prosecco la resa massima è di 180 quintali per ettaro (q/ha).
La vendemmia si fa principalmente a mano per non rovinare gli acini e non compromettere la corretta vinificazione del Prosecco.
Il Glera è il vitigno base del Prosecco. Possono essere utilizzate anche uve di Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot nero, vinificato in bianco, fino a un massimo complessivo del 15 %.
Il terreno di origine alluvionale, prevalentemente argilloso-limoso, è ricco di minerali e microelementi.
Province di Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno, Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine.
L’etichetta garantisce il rispetto assoluto del disciplinare di produzione, qualità certificata anche con l’adozione dell’apposizione del Contrassegno di Stato (fascetta).
Il Consorzio di Tutela è l’istituzione preposta alla promozione, alla tutela e alla valorizzazione della Denominazione di Origine. La normativa nazionale inoltre, a determinate condizioni, affida al Consorzio, in collaborazione con altri enti, un vero e proprio potere di gestione ed indirizzo della denominazione.
DOC significa Denominazione di Origine Controllata: un riconoscimento del valore internazionale che si basa sul rispetto di un disciplinare di produzione, come la DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita – si inserisce nel quadro normativo comunitario delle DOP Denominazioni di Origine Protetta.
Le bollicine nascono prima con la seconda fermentazione in bottiglia (fine Ottocento) e poi in autoclave (inizi Novecento).