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News Istituzionali

20 Aprile 2026

Prosecco DOC lancia la prima Chef Residency 

Cultura, cucina e scambio al centro di un progetto inedito Un programma di residenze culinarie che porterà in Italia quattro chef internazionali per costruire un dialogo tra culture gastronomiche, giovani talenti e visioni contemporanee del cibo  Milano, 17 aprile 2026 - Con il progetto Chef Residency 2026, il Consorzio del Prosecco DOC in collaborazione con Tuorlo […]

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News Istituzionali

20 Aprile 2026

Prosecco DOC debutta nel grande tennis: partnership con gli Internazionali BNL d’Italia

15 aprile 2026 A partire dal 2026, il Prosecco DOC entra per la prima volta nel mondo del tennis in qualità di Official Sparkling Wine degli Internazionali BNL d’Italia, grazie a un accordo triennale che accompagnerà il torneo fino al 2028. La storica competizione, in programma al Foro Italico di Roma dal 28 aprile al […]

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News Istituzionali
Sostenibilità

17 Aprile 2026

Vademecum Viticolo 2026

Come di consueto, all’inizio della stagione vegetativa, è a disposizione il Vademecum Viticolo 2026, frutto della collaborazione tra i Consorzi Prosecco DOC e Vini Venezia e con il prezioso contributo di Fiorello Terzariol. Il Vademecum risulta essere uno strumento agevole e concreto per pianificare al meglio la difesa e la gestione del vigneto, offrendo al contempo utili indicazioni anche per la parte […]

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Il Prosecco si serve in un calice a tulipano piuttosto ampio.

Il Prosecco va servito freddo a circa 6-8 gradi.

Il Prosecco è un vino da bere giovane. È preferibile consumarlo entro l’anno successivo a quello di vendemmia.

Le bollicine, o perlage, sono frutto della trasformazione dello zucchero presente nel vino durante la spumantizzazione.

Il metodo Martinotti, inventato dal Dott. Federico Martinotti a fine ‘800, permette di ottenere vini spumanti e frizzanti dalle caratteristiche note floreali e fruttate grazie alla rifermentazione naturale del vino in grandi recipienti a tenuta stagna detti autoclavi. Il Dott. Antonio Carpenè, uno dei fondatori della Scuola Enologica di Conegliano nel 1876, fu il primo ad adottare questo metodo per la produzione di Prosecco spumante con le caratteristiche che oggi tutti conoscono. Prima per la produzione di questi vini era utilizzata la rifermentazione in bottiglia.

La prima fermentazione è il processo, attivato con dei lieviti selezionati, tramite il quale il mosto diventa vino.

La pressatura è l’operazione con la quale dagli acini si ottiene il mosto fiore.

La resa per ettaro sono i quintali di uva che si possono produrre per unità di superficie. Nel caso del Prosecco la resa massima è di 180 quintali per ettaro (q/ha).

La vendemmia si fa principalmente a mano per non rovinare gli acini e non compromettere la corretta vinificazione del Prosecco.

 

Il Glera è il vitigno base del Prosecco. Possono essere utilizzate anche uve di Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot nero, vinificato in bianco, fino a un massimo complessivo del 15 %.

 

Il terreno di origine alluvionale, prevalentemente argilloso-limoso, è ricco di minerali e microelementi.

 

Province di Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno, Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine.

L’etichetta garantisce il rispetto assoluto del disciplinare di produzione, qualità certificata anche con l’adozione dell’apposizione del Contrassegno di Stato (fascetta).

 

Il Consorzio di Tutela è l’istituzione preposta alla promozione, alla tutela e alla valorizzazione della Denominazione di Origine. La normativa nazionale inoltre, a determinate condizioni, affida al Consorzio, in collaborazione con altri enti, un vero e proprio potere di gestione ed indirizzo della denominazione.

 

DOC significa Denominazione di Origine Controllata: un riconoscimento del valore internazionale che si basa sul rispetto di un disciplinare di produzione, come la DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita – si inserisce nel quadro normativo comunitario delle DOP Denominazioni di Origine Protetta.

Le bollicine nascono prima con la seconda fermentazione in bottiglia (fine Ottocento) e poi in autoclave (inizi Novecento).