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21 Luglio 2022

Gli errori da non fare quando si prepara uno Spritz

Semplice, ma non facile. Lo spritz è la risposta alle giornate pesanti e ciò che si ordina dopo il lavoro per l’aperitivo. Uno spritz e la giornata può dirsi conclusa per accogliere la leggerezza della sera e del tempo libero.

Erano i primi anni del Novecento quando a Venezia prendeva forma lo spritz, nome che rimanda al termine tedesco spritzen, spruzzare, ossia allungare il vino con l’acqua frizzante. Successivamente nel padovano si aggiunse la componente amara del bitter (anche se non c’era un marchio di preferenza ma ci si affidava alla disponibilità dell’osteria o del bar): Select a Venezia, Aperol a Padova ma anche China Martini, Cynar o Campari.

Fino agli anni Novanta la base era semplice vino bianco, sostituito dopo quella data con il Prosecco. 

Nel 2011 l’IBA ufficializza il cocktail prima con il termine “spritz veneziano” poi semplicemente spritz.

Tre ingredienti di base, Prosecco, Bitter e soda, lo spritz è il cocktail per antonomasia, al pari di Negroni e Americano, ma è facile sottovalutarne la preparazione e incappare in errori che lo renderanno un miscuglio alcolico di dubbio gusto privando il momento dell’aperitivo del piacere di bere bene. 

Ecco quindi gli errori da non commettere quando si decide di preparare uno spritz.

Prosecco, Bitter, Soda

Gli ingredienti non possono essere messi a casaccio ma richiedono un ordine preciso: prima il Prosecco, successivamente il bitter e a conclusione la soda. A Venezia si è soliti utilizzare la regola “3,2,1” con tre parti di vino, due di bitter e una di soda mentre a Padova si semplifica scegliendo la formula di un terzo per ogni ingrediente. Ma l’ordine degli addendi, in questo caso, non può essere cambiato altrimenti il risultato cambierà eccome.

Non un bicchiere qualunque

Una regola sola: nonostante lo spritz venga servito in numerosi bicchieri, calici e chincaglierie il bicchiere migliore per servirlo è l’old fashioned, un tumbler basso ideale per servire liquori “on the rocks” e cocktail con pochi ingredienti. Le coppe possono risultare più accattivanti ma no! Non si usano. Il caso è chiuso.

Il ghiaccio, sempre

Come tutti i long cocktail anche lo spritz prevede una generosa dose di ghiaccio che va messa come primissimo ingrediente e che, soprattutto, non può essere diminuita o eliminata. Lo spritz è un drink leggero, amabile, che trova nella sua freschezza una caratteristica di forza. Quindi non si può eliminare e non è un trucchetto del barista per annacquarvi il cocktail. È una regola e va rispettata.

 

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