Salta al contenuto principale

News

Tutte le ultime notizie sul Consorzio Prosecco DOC.

02 Dicembre 2022

Un viaggio nella nostra adorata bollicina : il Prosecco DOC

Un viaggio nella nostra adorata bollicina : il Prosecco DOC

Il Prosecco è uno dei vini frizzanti più famosi ed apprezzati a livello mondiale, e non è per niente sorprendente: è perfetto all’aperitivo, si abbina facilmente a moltissimi cibi ed e superbo da bere da solo, in santa pace. Il Prosecco ha avuto una così grande risonanza che lo scorso anno molti produttori ci parlavano di scarsità globale, che paura!

Inutile provare a descrivere che vita triste sarebbe la nostra (e la vostra) senza Prosecco, ma molto utile invece scoprire qualche chicca sulla bollicina che sta piano piano riscrivendo la storia della viticoltura italiana.

Sedetevi e rilassatevi mentre cominciamo questo viaggio nelle terre dello spumante italiano più amato al mondo, e perché no, nel mentre vi consigliamo un calice di Prosecco DOC bello fresco, così da immergervi totalmente in questo racconto.

... era un giorno di sole in Friuli Venezia Giulia

Correva l’anno 500 circa in Friuli Venezia Giulia, e nonostante l’Italia fosse molto diversa da come è oggi, il clima e la biodiversità non sono poi tanto cambiati.

I Romani, che già andavano pazzi per il Pucino (castellum nobile vino Pucinum, che all’epoca non era ancora spumante ma fermo), vino che veniva prodotto nella zona, scrivevano poemi e sonetti su quanto amavano il vino; Emblematico è l’esempio di Plinio il Vecchio; e poi, a quanto pare, il Pucino era il vino preferito dell’Imperatrice Livia (moglie di Augusto).

Il Prosecco DOC, vino che abbiamo imparato ad amare, ha cominciato ad essere prodotto nel modo moderno solo nel diciannovesimo secolo, rendendola una delle nostre più grandi “scoperte” enologiche. Porta questo nome proprio grazie a Prosecco, piccola cittadina vicino  a Trieste.

L’area del Prosecco DOC, che copre 9 province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, è l’unica zona al mondo in cui può essere prodotto. È un epitome di qualità. La denominazione è una sicurezza sia di provenienza che di qualità del prodotto, in quanto per ogni bottiglia i vignaioli della zona seguono determinati standard e protocolli, secondo regole scritte nel Disciplinare di Produzione.

Le 9 province del nord-est Italia in cui può essere prodotto il Prosecco sono: in Veneto, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno e Treviso; invece in Friuli Trieste, Udine, Gorizia ed infine Pordenone.

Ma cos’è il Prosecco?

Per metterla giù in maniera semplice semplice, il Prosecco è uno spumante prodotto quasi interamente da uve Glera, prodotto in due regioni italiane, come menzionato prima, in Veneto ed in Friuli.

Queste uve regalano caratteristici sentori primari alle nostre bollicine, tipiche del varietale, in primis troviamo fiori bianchi, pera, mela e frutta con nocciolo. Il perlage invece è composto da bollicine fini ed eleganti. Troverete nei vostri studi -come potete immaginare questi studi richiederanno molta pratica, dunque un numero interessante di “assaggi” - che il Prosecco di grande qualità può presentare note gustative che ricordano la nocciola, la vaniglia, banana, frutti tropicali e crema.

I vini prodotti con Metodo Martinotti, come il Prosecco DOC, richiedono tempi ridotti rispetto ai vini che usano il Metodo Classico.

Detto questo potreste pensare che un metodo o bottiglia sia dunque superiore all’altra, ma non siamo d’accordo, sono semplicemente due tipologie molto diverse di vino. Il metodo Martinotti produce un vino più leggero, fresco e giovane, pensato per essere degustato ain leggerezza. In effetti il Prosecco non è pensato per “invecchiare” è un vino dal pronto consumo, da bere in un paio d’anni.

Abbiamo parlato molto di metodi, vi starete probabilmente chiedendo come si fa, davvero, a spumantizzare un vino bianco fermo?

Come dicevamo poche righe più su, il metodo che si usa per produrre il Prosecco prevede l’uso di autoclavi e si chiama Charmat-Martinotti. Questo metodo è diverso da “Méthode Champenoise” che è il metodo di produzione dello Champagne, anche chiamato Metodo Classico.

In questa velocissima lista vi spiegheremo le tappe della produzione della bottiglia di Prosecco DOC che immaginiamo ormai abbiate aperto.

  • In primis parte la raccolta delle uve, nel momento in cui c'è perfetto equilibrio tra componente zuccherina e acidica.
  • Segue la pigiatura delle uve fino a produrre un “succo” chiaro e nitido.
  • A seguire, il nostro succo viene posto in autoclavi di acciaio per la prima naturale fermentazione. Questo processo produrrà un vino bianco fermo.
  • Il nostro vino base viene quindi trasferito in una seconda autoclave di acciaio sotto pressione, dove, con l'aggiunta di zucchero e lieviti autoctoni, viene sottoposto alla seconda naturale fermentazione. Durante questa fase di rifermentazione che dura tra un minimo di 30 giorni (60 per il Prosecco DOC Rosé) a 6 mesi all’incirca, parte la magia: i lieviti "mangiano" gli zuccheri e li trasformano in alcol e Co2, le nostre bollicine sono dunque intrappolate dal autoclave nel nostro vino, senza via di scampo fino alla fatidica apertura della bottiglia a casa nostra, al bar o al ristorante.
  • Dopo la seconda fermentazione, si filtra il tutto per rimuovere sedimenti, residui di lieviti.
  • Un macchinario specifico si assicura che la stessa pressione che avevamo nell’ultimo serbatoio sia la stessa che ritroveremo in ogni bottiglia.
  • Ultimo step, ma non meno importante, l’etichettatura!

    Adesso che la parte da studiosi è finita, passiamo a una domanda fondamentale: che cibi posso abbinare al mio Prosecco?

  • Il Prosecco è estremamente versatile per quanto riguarda l’abbinamento col cibo grazie alle sue bollicine delicate e buona acidità, sopratutto un bel tagliere di salumi e formaggi per l’aperitivo, ed una grande varietà di antipasti. Le bottiglie più “amabili” di Prosecco sono una vera meraviglia quando abbinate a piatti cremosi e piccanti, come certe leccornie tipiche del sud est asiatico, una buonissima Tom Yum dalla Tailandia o un curry verde.

    Per chiudere questa breve storia sul nostro Prosecco DOC l’ultima cosa da dire è che quando vi viene voglia di qualcosa di fresco, non complicato, aprite il frigo, prendete un bicchiere ed aprite una bottiglia di Prosecco DOC. Non ve ne pentirete, la sola cosa che potrebbe rovinarvi la serata sarebbe non averne un’altra subito in fresco!

     

Potrebbero piacerti anche

Scopri di più

Danilo Cortellini

Scopri di più

OPERAZIONE “ODIO IL NATALE” di Netflix

Scopri di più

50 sfumature di Spritz